Con curiosità, empatia e un pizzico di salvifica ironia, lo spettacolo (40 minuti circa) si interroga sulla demenza e sulle sue conseguenze, evidenziando i vari comportamenti della persona malata e raccontando la storia di una figlia che accompagna il padre nel suo degrado senza più essere ricordata, o meglio, riconosciuta. La performance vuole sensibilizzare non solo sulla tematica della demenza, ma soprattutto su come quest’ultima possa essere vissuta dai famigliari delle persone affette.